22 ottobre 2019

Qui ed ora

Si dice che quando torni da un viaggio tu non sia la stessa persona che è partita. Se il viaggio è praticamente “on the road”, poi, sicuramente qualcosa dentro te cambia profondamente. Ecco, per me cambia tutte le volte. Sono 10 anni che ho la fortuna di seguire questa coppia che, nonostante sia ormai quasi pensionata, conserva il doppio della mia energia. Lui si è sparato un totale di 10 mila km in poco più di 35 giorni (abbiamo praticamente coperto in camper la stessa distanza in volo tra Los Angeles e Roma). Lei è quella che si lamenta se andiamo a dormire alle 22 e che resta a fare il cruciverba fino a mezzanotte. Ovviamente è quella che poi di mattina non vuole svegliarsi. Sono 10 anni che ho la fortuna di fare dei viaggi lunghi e non banali, 10 anni che il navigatore ci porta a fratte, 10 anni che ci incazziamo quando le aree di sosta non corrispondono ai nostri miliardi di appunti, 10 anni di liti su come organizzare la giornata seguente. Ma anche e soprattutto 10 anni fantastici in giro per l’Europa, fino a capo Nord, fino a Cabo da Roca. fino a Tarifa e oltre, fino al confine polacco con la Russia, giù nel Peloponneso più profondo. Io posso solo ringraziarli, questi due, per avermi dato la possibilità di vivere con loro la magia che solo questo tipo di viaggi sa regalare, e posso ringraziarli per non aver fatto un passo indietro quando, lo scorso Natale, finalmente ci siamo decisi a spendere tutti quei soldi per il viaggio della nostra vita. Non c’era niente che poteva valere una simile avventura, niente per cui avrei rinunciato. La vita è adesso, e noi siamo solo un insieme di qui ed ora. E allora li ringrazio, per avermi sempre dato la possibilità di scegliere, perché scegliendo mi sono sentita davvero libera. Li ringrazio per tutti i ricordi che mi hanno regalato in tutti questi anni, e penso che comunque vada sarà dolorosissimo lasciarli andare quando arriverà il momento, ma li ringrazio per essere ciò che sono, per essere le uniche persone con cui un viaggio in camper diventa concepibile. Grazie per il problem solving, grazie per tutti chilometri, grazie per le risate e le cazzate dette. Grazie per aver sopportato i miei silenzi e le mie lacrime di fronte ad una natura tanto esplosiva, ma grazie soprattutto per l’amore. Perché alla fine “l’unica cosa importante quando ce ne andremo saranno le tracce d’amore che avremo lasciato”.

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